Ciclocross Olimpico!!!

Magari fosse così, il ciclocross è uno di quei sport, che pur essendo seguito in molti paesi non riesce ad avere la propria collocazione olimpica. Il perchè di tutto questo a mio avviso risiede ancora nel fatto che il ciclocross è sempre ancora considerato l'alternativa invernale al ciclismo su strada. Questo era vero fino a 2 decenni fa, dove si potevano ancora vedere gareggiare anche corridori professionisti nei campi infangati durante l'inverno. Ora però la disciplina si è così evoluta e specializzata che ormai può essere tranquillamente considerata attività a se stante.
Da anni, le nazioni leader del ciclocross, Belgio e Olanda, hanno tentato di portare agli occhi del CIO il ciclocross. Infatti, in questi paesi il ciclocross è considerato sport nazionale, lo dimostra il fatto che agli ultimi mondiali a Zeddam in Olanda erano presenti 75.000 spettatori paganti, mentre ai mondiali disputati a Zolder 3 anni fa erano 60.000 gli spettatori paganti. Una delle richieste del CIO per far diventare una disciplina olimpica è quindi pienamente soddisfatta, quella che lo sport sia seguito da una certa massa di spettatori. Altre discipline sportive fanno fatica a raggiungere certi numeri.
Questo però non è bastato al CIO, infatti ancora ai tempi di Samaranch, un motivo percui il CIO non riconosceva il ciclocross come olimpico era che era solo aperto alle categorie maschili. Ricordiamo che il primo mondiale femminile di ciclocross è stato disputato a St. Michielgestel in Olanda nel 2000. Dopo il 2000 quindi le speranze erano molto buone, e di parlava già di ciclocross come disciplina dimostrativa alle olimpiadi di Salt Lake City nel 2002. Questo grazie anche al fatto che la presidenza del CIO era passata dal catalano Samaranch a Jacques Rogge che è un belga, nazione che sforna talenti crossistici continui e dove la nostra disciplina, durante i mesi invernali, prende lo spazio del calcio nei giornali sportivi nazionali.
Quindi i calcoli erano già ormai fatti, Salt Lake City ciclocross disciplina dimostrativa per arrivare poi a Torino 2006 come disciplina ufficiale. Purtroppo però, le pressioni dei vari comitati olimpici nazionali non sono bastate. La scusa con la quale il CIO ha scaricato il ciclocross è che la disciplina non ha una suo collocazione stagionale, la disciplina proviene dalla famiglia del ciclismo che è sport estivo, però viene disputato durante l'inverno. Dopo questa "invenzione" del CIO i belgi hanno provato ad inserire il ciclocross nelle olimpiadi estive, in questo modo, la stagione ciclocrossistica inizierebbe con le olimpiadi e finirebbe con il mondiale. La risposta è stata a questo punto che il ciclismo aveva già troppe discipline alle olimpiadi estive, stranamente però hanno trovato posto per il BMX.
Insomma, il tutto è un continuo tira e molla, sempre più bisogna dar retta a coloro che dicono che gli sport che diventano olimpici siano gli sport che hanno un potere economico alle loro spalle, potere economico inteso come sponsorizzazioni, pressioni da industrie etc. Chissà quando vedremo giocare a freccette, golf o a biliardo alle olimpiadi.
Per ora quindi, godiamoci queste olimpiadi invernali di Torino 2006 in poltrona ed intanto posso consigliare qualche lettura sul tema:
- Giochi di potere Gli abusi e la corruzione della multinazionale dei cinque cerchi.
- OLIMPIADI: il braciere dello spreco
- Comitato Noolimpiadi 2006




